Vicinanza unanime agli operatori sanitari che martedì sera hanno subito l'aggressione di un paziente, un uomo di 45 anni con problemi di tossicodipendenza che ha letteralmente messo Ko il pronto soccorso. A chiedere l'immediata attuazione di piani di prevenzione e di vigilanza, il sindacato Cgil Fp, con la voce del segretario generale Giancarlo Cenciarelli. La sua lettera è indirizzata al direttore aziendale Giorgio Casati, e quello sanitario Giuseppe Visconti, ma anche ai direttori sanitari di tutti i poli ospedalieri. Per chiedere un incontro urgente, e l'attivazione di adeguate misure di salvaguardia. 

«il gravissimo episodio di violenza che si è verificato nei locali del Pronto Soccorso di Fondi non è che l'ultimo di una lunga serie», dichiara, «Siamo arrivati ad un passo dalla tragedia, con il personale minacciato di morte, da parte di un utente in palese stato di alterazione armatosi, dopo aver demolito gli arredi dell'intero reparto, di un pezzo di vetro. Il tutto mentre i lavoratori attendevano, inermi, l'arrivo di qualche pattuglia».

L'episodio riapre la questione della sicurezza notturna degli ospedali. «Non sfuggirà certo all'Azienda ASL di Latina l'importanza di attivare, urgentemente, misure precauzionali per diminuire la pericolosità degli eventi», prosegue Cenciarelli, «la maggior parte degli eventi riguardano utenti in stato di ebbrezza o con abuso di sostanze stupefacenti, riteniamo pertanto improcastinabile attivare percorsi specifici per tali fasce di utenti prevedendo la presenza di un fattivo presidio delle forze di polizia o di altro personale di sicurezza debitamente addestrato. Con l'attivazione di detti percorsi sarebbe opportuno prevedere anche percorsi specifici per utenti pediatrici». 

L'Asl ha risposto questa mattina con una nota in cui esprime «massima solidarietà al personale coinvolto, assicurando che sarà al loro fianco nell'avviare tutte le azioni necessarie a tutela della loro sicurezza». Ci si rifà al gruppo di lavoro interdisciplinare creato a novembre, da cui sono scaturite alcune azioni. « Una procedura per la prevenzione e gestione degli atti di violenza a danno degli operatori sanitari, in cui sono specificate le modalità operative, le misure di prevenzione a sostegno degli operatori, i comportamenti in caso di aggressione verbale e/o fisica, l'istituzione di un ambulatorio di psicologia del lavoro con la finalità di dare adeguato supporto specifico ai lavoratori che hanno subito atti di violenza, tre corsi di formazione di base per tutti gli operatori sanitari della Asl di Latina. E' inoltre di prossima esecuzione un corso avanzato composto di due moduli rivolto al personale che lavora nelle aree critiche individuate a seguito della valutazione del rischio».

Anche il consigliere regionale Giuseppe Simeone, presidente della commissione Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria e welfare, interviene sulla questione, chiedendo di «migliorare la fase dell'accoglienza nei Pronto Soccorso e dotare le strutture di vigilantes». Simeone snocciola i numeri, niente affatto rassicuranti, sulle aggressioni. «Si tratta di fatto dell'ennesimo campanello di allarme per un fenomeno che continua a dilagare e che come istituzioni deve vederci in prima linea per trovare misure di prevenzione e repressione realmente applicabili a tutela del personale medico e infermieristico. I dati forniti dall'assessorato alla Sanità evidenziano che negli ultimi 5 anni nella nostra regione sono state 553 le segnalazioni pervenute, con una lieve prevalenza delle aggressioni verbali nei confronti delle donne. La maggior parte (il 23%) avvengono nei Pronto Soccorso, o durante il trasporto di emergenza (21%), nei Reparti Psichiatrici (17%) o nei Reparti di Area medica (11%)». Simeone informa poi di due sue proposte in materia: «Come componente dell'Osservatorio regionale sulla sicurezza degli operatori sanitari, che si è insediato nello scorso mese di ottobre ho lanciato una doppia proposta che prevede 1) il miglioramento della fase dell'accoglienza nei Pronto Soccorso, 2) la presenza o l'implementazione della vigilanza nelle strutture ospedaliere, per dare adeguate garanzie di sicurezza agli operatori. Va colta l'importanza dell'istituzione dell'Osservatorio sulla sicurezza degli operatori sanitari. La struttura, fortemente richiesta dagli operatori, ha l'obiettivo di esaminare e comprendere le dimensioni del fenomeno delle aggressioni al personale sanitario, che negli ultimi mesi ha visto aumentare a livello nazionale il numero dei casi denunciati».