Per ora il Comune di Latina può risparmiare 2,7 milioni (più interessi) di euro che gli aveva chiesto Rida Ambiente srl in attuazione di una direttiva della Regione Lazio che fissava le tariffe di conferimento dei rifiuti indifferenziati presso l'impianto della società che si trova ad Aprilia. Tali tariffe erano diverse (e più alte) di quanto stabilito nel contratto richiamato da una determina del Servizio Ambiente del Comune di Latina pubblicta il 23 dicembre 2015 e che prevedeva un corrispettivo pari a 11,8 milioni di euro per il conferimento dell'indifferenziata dal 31 dicembre 2015 al 31 dicembre 2018. Pochi giorni dopo quell'impegno di spesa fu la stessa Rida a inviare una diffida al Comune di Latina intimandogli di rispettare «il piano regionale di gestione dei rifiuti» ed evidenziando che «il servizio oggetto di contratto non è e non può essere soggetto a procedure concorsuali». Il contenzioso sulla differenza delle somme chieste dalla società di Aprilia e contestate dal Comune di Latina, rappresentato dall'avvocato Cinzia Mentullo, è iniziato il 20 gennaio del 2017. Esattamente un anno dopo il giudice Marco Pietricola ha ritenuto inammissibile il ricorso della Rida Ambiente e «salvato» il Comune dal pagamento del 2,7 milioni di euro. Il giudice ha ritenuto che l'ente potesse disapplicare le determinazioni assunte dalla Regione Lazio «in quanto illegittime» così come sostenuto dall'amministrazione comunale nella sua memoria. Alla base del ricorso di Rida c'era il riconoscimento di somme richieste a titolo di differenza tariffaria, ecotassa, benefit, indicizzazione Istat e Iva e tutto ciò avrebbe comportato, nei fatti, oneri retroattivi per l'ente.