Una storia tutta in discesa, quella della variante nella zona Q3. Con la giunta che si riunisce tra Natale e Capodanno per dare il via libera alla richiesta del privato. Ecco i passaggi e... alcuni nomi che non ti aspetti e che tornano alla ribalta. 

Il 4 giugno 2018 l'amministratore unico della Latina Green Building, Luigi Corica, chiede all'Agenzia regionale del Turismo il nullaosta per la cancellazione di un vincolo di destinazione d'uso alberghiero imposto nel 1977 e relativo alla concessione di contributi in materia di incentivazione alberghiera. Il 15 giugno 2018 la Regione risponde affermativamente, specificando che il nullaosta è rilasciato ai soli fini amministrativi, ferma restando la competenza degli altri enti preposti in materia urbanistica per il cambio di destinazione d'uso degli immobili in questione. E' come se in Regione, Agenzia per il Turismo, avessero mangiato la foglia: perché vengono a chiedere il nullaosta alla rimozione di un vincolo decaduto nel 1987, trentadue anni fa? Con quel pezzo di carta la Green Building passa alla fase 2: il 29 agosto 2018 presenta istanza al Suap del Comune di Latina per il rilascio di un permesso di costruire finalizzato alla realizzazione di un edificio con destinazione commerciale in via del Lido angolo via Ferrazza.
Un mese dopo, il 28 settembre 2018, il Suap scrive al settore Urbanistica, gestione dei piani attuativi: parere favorevole per l'intervento proposto, ma a condizione che venga approvata preliminarmente una variante urbanistica per la rimozione del vincolo alberghiero.
Secondo il Comune di Latina, la destinazione urbanistica del terreno interessato dal progetto presentato dalla Green Building è «Attrezzature turistiche con vincolo di destinazione alberghiera». Il 6 dicembre 2018 la Latina Green Building presenta al Comune istanza di variante urbanistica finalizzata alla rimozione del vincolo di destinazione alberghiera.

Si gioca sul filo di questo equivoco del vincolo alberghiero, che non è quello dell'Agenzia regionale del Turismo, ma quello fissato dal Ppe Q3 adottato in variante al Prg, e che impedisce di realizzare manufatti che non siano rispondenti al vincolo alberghiero. Eppure, soltanto ventidue giorni dopo l'istanza per ottenere la variante, il 28 dicembre 2018 la Giunta si riunisce ed approva la delibera n. 457. Il piatto è servito. Servito ad una società che non è proprietaria del lotto in questione, ma semplicemente promissaria acquirente del terreno, che ancora oggi appartiene alla Corica Costruzioni srl, ditta già facente capo ai signori Aldo, Luigi e Giacomo Corica, Bernardino Grenga e Vincenzo Malvaso