La situazione in Tribunale di Latina sul fronte degli arretrati da smaltire resta sempre critica. Sul fronte della prescrizione nella sezione gip-gup ad esempio si arriva al 13,7%, il capoluogo pontino insieme alla capitale dove le prescrizione sempre al gip-gup arrivano al 15%, rappresenta l'unica eccezione di tutti i nove tribunali del Lazio. Proprio per le difficoltà relative alla delicatezza dei procedimenti e al tessuto criminale, la maggior parte delle pendenze al gip- gup si concentra oltre che su Latina anche su Velletri e Roma e arriva al 60% del totale.  Nella sezione gip-gup per smaltire l'arretrato - ha scritto nella sua relazione il presidente della Corte d'Appello Luciano Panzani -  nell'ipotesi di sopravvenienze pari a zero è la stima  è precisa. «Facendo pari la produttività del 2018, ci vorrebbero quattro anni per smaltire tutto, di più rispetto ai tre anni degli altri tribunali, è un'eccezione quella di Latina per la situazione di particolare sofferenza in cui si trova», si legge nella relazione. E' sulle prescrizioni in particolare al dibattimento che i numeri battono tutti i record. Quasi un'udienza su due al giudice monocratico si conclude con un «Non doversi procedere per intervenuta prescrizione». Nel 2018 dei 3138 processi che si sono svolti, ben 1291 si sono conclusi in questo modo e che equivale al 42% dei totali, da guinness anche qui in tutta la regione. Scende al 14% invece la percentuale per le prescrizioni all'udienza collegiale; in questo caso peggio di Latina c'è soltanto Tivoli con il 17% e uno dei motivi come ha rilevato Panzani è l'eccessivo carico di lavoro rispetto alla pianta organica dei magistrati. E' estremamente grave il quadro del personale amministrativo dove la scopertura raggiunge picchi elevati: dal 41% dei direttori amministrativi al 36% dei cancellieri al 43% degli operatori giudiziari.  Infine il carcere. Anche qui situazione estrema: la struttura ha una capienza tollerabile di 94 detenuti e ospita 104 uomini e 29 donne.