Hanno risposto alle domande del gip Pierpaolo Bortone i due fondani, 40 e 29 anni, arrestati nei giorni scorsi dai carabinieri nell'ambito di controlli anti-droga che hanno portato al sequestro di circa 6 chili di hashish, 115mila euro in contanti e una pistola. Ad assistere gli indagati, gli avvocati Giulio Mastrobattista, Luigi Fortunato e Maria Cristina Sepe.
È nell'abitazione del 40enne, perquisita dopo aver trovato mezzo chilo di "fumo" nell'auto del 29enne, che i militari hanno trovato il grosso della droga: più di cinque chili. Oltre a ciò, in una cassaforte aperta con una chiave che aveva il 29enne, 114.200 euro; altri mille erano nel portafogli del 40enne. Quest'ultimo ha ammesso davanti al giudice di spacciare e ha tentato di spiegare che i soldi erano di provenienza lecita. Per quanto riguarda la pistola, ha detto di averla acquistata da terzi, volendo prendere il porto d'armi per "sfizio", e che la stessa era ancora impacchettata. Non ha sparato, né sarebbe stata usata per altri reati (e a sostegno di ciò è stata evidenziata la presenza della matricola, che non è abrasa).
Per quanto riguarda invece la posizione del 29enne, questi ha negato «in maniera poco credibile», secondo il gip, ogni addebito. Ha raccontato di aver acquistato l'hashish per uso di gruppo con quattro amici. Una ricostruzione che il giudice per le indagini preliminari non ha condiviso perché ritenuta priva di elementi concreti a sostegno. Di contro, il magistrato ha evidenziato la presenza, in casa del 29enne, di coltelli e bilancini e materiale ritenuto utile per il confezionamento della droga, nonché di due agende in cui erano segnati dei nomi e delle cifre. Forse degli appunti sugli acquirenti. Al termine dell'udienza, il gip ha disposto il sequestro del denaro e convalidato l'arresto disponendo la misura del carcere per il 40enne e i domiciliari per il 29enne. Ora la "battaglia" al Riesame.