Girava in auto con 140.000 euro in contanti, una montagna di soldi che non ha saputo giustificare, o meglio non ci è riuscito visto che ha fornito una risposta poco convincente. Un quarantenne di Latina è incappato nei controlli dei carabinieri che hanno scoperto quel capitale fermandolo durante un normale servizio di pattugliamento del centro: mentre il denaro è stato sottoposto a sequestro, per lui è scattata la denuncia a piede libero.
L'operazione risale ad alcuni giorni fa, quando i militari della Compagnia di Latina, impegnati nei servizi di prevenzione e contrasto dei reati, hanno notato l'atteggiamento sospetto di A.A. era seduto al volante della propria auto, una berlina Audi, quando i carabinieri di una "gazzella" hanno alzato la paletta per le verifiche del caso. È stato proprio l'atteggiamento dell'automobilista a insospettire i militari che, dopo averlo identificato, hanno voluto approfondire il controllo.
Quando sono saltati fuori i soldi, circa 140.000 in banconote di diverso taglio, il quarantenne si è affrettato a spiegare che si trattavano dei suoi risparmi e quelli della sua famiglia, denaro che a suo dire non si fidava a lasciare in casa per paura dei furti. Insomma, secondo la sua versione dei fatti erano soldi raccolti lecitamente che portava con sé nel timore che potessero rubarglieli. In ogni caso il quarantenne proprio non poteva circolare con una somma del genere e per questo i carabinieri hanno proceduto col sequestro dei 140.000 euro.
In un primo momento i militari dell'Arma hanno configurato, a carico del quarantenne, l'ipotesi di trasferimento illecito di valuta, proprio alla luce di quanto da lui dichiarato. Ma la ricostruzione fornita dall'indagato proprio non regge e non ha convinto i magistrati che hanno riqualificato il reato, convalidando il sequestro per ricettazione, un dettaglio che presuppone quindi la provenienza illecita di quel denaro. E non potrebbe essere diversamente visto che il quarantenne conduce una vita modesta, proprio non potrebbe giustificare guadagni tali da permettere risparmi di tale portata.
Praticando l'ipotesi della provenienza illecita dei soldi sequestrati, gli investigatori dei carabinieri sono al lavoro per risalire al contesto criminale nel quale si inserisce il quarantenne, personaggio finora rimasto al di fuori di indagini su attività illecite di questa portata. Una somma così ingente infatti non può che presupporre affari di natura criminale e non è escluso che il quarantenne abbia un ruolo secondario, insomma che sia subordinato ad altri personaggi. Per questo i detective dovranno scavare nei contatti dell'indagato e risalire così alle sue frequentazioni con l'obiettivo di capire a chi appartengano realmente quei soldi e a cosa sarebbero serviti se il quarantenne non fosse incappato nel controllo dei carabinieri