Secondo l'accusa, tre uomini di Sabaudia, titolari di un'azienda agricola, avrebbero minacciato un giornalista e un cameraman di La 7 per cercare di evitare che un servizio sullo sfruttamento della manodopera venisse trasmesso in televisione. "Violenza privata" in base al codice penale. Ieri, davanti al giudice sono state ascoltate le parti offese. I fatti risalgono ad aprile del 2016 e, secondo la ricostruzione della Procura, i tre imputati - che sono assistiti dall'avvocato Giulio Mastrobattista - avrebbero costretto la cronista e il cameraman ad arrestare la marcia dell'auto. Uno degli imputati avrebbe afferrato la telecamera e l'avrebbe danneggiata. Un altro, invece, avrebbe detto con tono ritenuto minaccioso che si sarebbe recato a trovarli. L'escussione della parte offesa è andata avanti per circa due ore e la difesa degli imputati al termine, ritenendo non provata l'accusa, ha chiesto al giudice la declaratoria di non punibilità. Nella prossima udienza sarà visto un filmato prodotto in atti, dopodiché il magistrato deciderà il da farsi. La vicenda della presunta violenza privata nei confronti della troupe di La7 rientra in un più ampio procedimento penale che vede in totale sei persone indagate per fatti avvenuti fra San Felice e Sabaudia. Oltre a quest'episodio nei confronti della giornalista e del cameraman, si contestano (a vario titolo) il mancato rispetto delle norme di sicurezza per l'installazione di alcune bombole e la violazione della legge sull'immigrazione per aver affittato a due cittadini stranieri irregolari un manufatto a 50 euro al mese.