E' stato un blitz velocissimo, ad uso soprattutto dei social: un gruppo di attivisti ucraini due giorni fa ha affisso sulla recinzione della villa del Circeo del Ministro degli Interni Arsen Avakov le foto, i nomi e le date di nascita e (per tre casi) di morte di quaranta persone, tutti oppositori del governo di quel Paese. Tre di loro sono simboli della contestazione, tutte in qualche modo vittime della protesta, ossia Catherine Gandzyuk, Alexander Muzychko, Pavel Sheremet e Irina Mostovskoy. Nessuno a San Felice si è accorto di quanto stava accadendo ma intanto gli attivisti hanno scattato foto e postato tutto sui social in Russia e Ucraina due giorni fa. Ieri pomeriggio all'ingresso della villa era rimasta solo la frase scritta con spray sul marciapiede che motivava, appunto, l'azione in nome della «resistenza e della giustizia». La più nota tra quelle che vengono considerate «vittime» della politica di Avakov è Catherine Gandzyuk, assessore della città di Kherson, morta a novembre dopo una lunga agonia provocata da un'aggressione con acido solforico, legata alle sue idee e al suo impegno politico contro la corruzione nel suo Paese. Sui muri della villa c'erano inoltre le foto e i nomi di attivisti in grande difficoltà in Ucraina