Cinquecentocinquanta assegni e bonifici bancari per trasferire soldi da società edili del posto, a San Marino o per acquistare immobili e titoli con cui riciclare il maltolto. Un raggiro da oltre nove milioni di euro in cui sarebbero coinvolte, per la Procura di Latina, sedici persone (11 di Aprilia) tra imprenditori, teste di legno e direttori di banca che avrebbero portato, nel paradiso fiscale in Emilia Romagna oltre cinque milioni. Ieri l'udienza davanti al Gup che doveva decidere sul rinvio a giudizio è stata aggiornata a fine mese per decidere su eccezioni di competenza territoriale. Sull'eventuale processo incombe la prescrizione (fatti contestati dal 2007 al 2010) e l'Agenzia delle Entrate è stata individuata come parte lesa.