In attesa del deposito delle motivazioni del Tribunale del Riesame che ha confermato in pieno l'impianto accusatorio dell'operazione Commodo che aveva portato a sei arresti per caporalato, la mossa della Procura adesso punta su una richiesta di incidente probatorio per cristallizzare e blindare elementi investigativa che possano rappresentare una prova da portare al dibattimento, tra cui anche le dichiarazioni rilasciate da Luca Di Pietro, indagato anche lui nell'inchiesta e che si trova agli arresti domiciliari. Subito dopo l'interrogatorio di garanzia davanti al giudice Gaetano Negro, l'indagato è stato ascoltato in Procura, su quello che ha dichiarato viene mantenuto uno stretto riserbo ma appare chiaro che proprio le sue dichiarazioni oltre a poter aver un certo peso nell'inchiesta vogliono essere blindate dagli inquirenti, così come anche quello che è contenuto sia sui supporti informatici che nella memoria dei telefoni. L'operazione condotta dagli investigatori della Squadra Mobile, aveva portato a contestare il vincolo associativo nei confronti degli indagati e poi anche il reato di estorsione. In sede di discussione davanti al Riesame la Procura aveva portato una integrazione probatoria. Le misure restrittive avevano interessato oltre che Marco Vaccaro sindacalista della Cisl poi sospeso, anche Luigi Battisti titolare della coop Agri Amici, Daniela Cerroni, Nicola Spognardi, Luca Di Pietro e Chiara Battisti.