Il sequestro dell'ex vetreria sarà discusso nuovamente davanti ai giudici del Tribunale del Riesame.
La Terza sezione penale della Cassazione, ha accolto infatti il ricorso presentato dagli avvocati Luca Scipione e Mario Pellegrino per conto di Martino Nicola (l'amministratore della società Gaim). I giudici hanno annullato l'ordinanza del sezione riesame Latina che aveva respinto un appello cautelare proposto contro il rigetto di una richiesta di dissequestro. La Cassazione, che non ha ancora depositato le motivazioni della decisione, ha accolto un ricorso in cui sono state dedotte delle violazioni di legge inerenti la tipologia del sequestro, il quale, essendosi prescritto nelle more il reato di lottizzazione abusiva, ha perso dunque la sua finalità cautelare. Questo, in sintesi, il ricorso e in attesa di conoscere le motivazioni della cassazione.
L'annullamento della cassazione è con rinvio, quindi si celebrerà un nuovo giudizio davanti al tribunale di Latina in diversa composizione. Il tribunale nel decidere dovrà conformarsi ai principi scritti dalla Cassazione nella motivazione della sentenza, che, appunto, non è stata ancora depositata.
Come è noto, l'area dell'ex fabbrica di vetro è stata oggetto di una importante inchiesta coordinata dalla procura di Latina. L'indagine ha visto iscrivere nel registro degli indagati 27 persone tra ex amministratori, tecnici, notai, commercialisti e imprenditori. Il progetto per la riqualificazione dell'area dell'ex Avir di Gaeta valeva oltre cinquanta milioni di euro. Le certificazioni che ne attestavano la validità, secondo gli inquirenti erano irregolari tanto che nel luglio 2011, e poi nel successivo dicembre, l'intera ex fabbrica fu sequestrata su disposizione della Procura. Una superficie di 25.576 metri quadrati nel pieno centro cittadino a due passi dalla spiaggia di Serapo, un valore stimato di circa quindici milioni di euro. Secondo le indagini, tra il 2008 e il 2009 otto notai avevano già perfezionato gli atti di compravendita dei lotti realizzando sulla carta ventidue unità immobiliari. Il processo penale è ancora pendente ed è ancora fermo all'ammissione delle prove.