Le indagini della Polizia hanno permesso di attribuire alla banda di ladri napoletani un centinaio di furti in appartamenti e ville nei pochi mesi precedenti all'omicidio di via Palermo, ma la frequenza con cui la banda colpiva ogni fine settimana lascia immaginare che abbia firmato un numero incredibile di colpi. E soprattutto il modus operandi sembra estendere il raggio d'azione degli specialisti a un gran numero di razzie registrate negli ultimi anni a Latina: gli investigatori sono convinti che il sodalizio originario del rione Traiano a Napoli fosse venuto spesso nel territorio pontino negli anni passati e alcuni riscontri sembrano fornire una conferma.
Gli accertamenti incrociati con le informazioni memorizzate negli archivi delle forze dell'ordine, hanno permesso di scoprire che uno dei componenti della banda, vale a dire Giuseppe Rizzo, era stato controllato da una pattuglia dei carabinieri a Latina il 17 novembre 2013. Era stato notato in via del Lido a bordo di una Hyundai Getz e in quella circostanza era stato denunciato a piede libero perché trovato in possesso di chiavi alterate e grimaldelli.
Quell'episodio non solo testimonia la presenza a Latina, già molti anni fa, di uno dei ladri appartenenti al sodalizio capeggiato da Salvatore Pepe, tra l'altro nel periodo in cui iniziarono a registrarsi ciclicamente i furti durante le cerimonie come i matrimoni, ma soprattutto le circostanze sembrano essere le stesse dei tempi più recenti. Ancora oggi, Giuseppe Rizzo aveva il compito principale di guidare, da solo, l'auto intestata a una persona di fiducia con la quale venivano trasportati arnesi da scasso e refurtiva. Gli altri componenti della batteria scelta per la trasferta si muovevano con altre vetture, magari noleggiate, su percorsi diversi.
Non sembra essere un caso neppure che la Hyundai Getz del 2013 fosse di proprietà della stessa donna, persona di fiducia, a cui sono intestati la Postepay e il codice fiscale persi dai ladri nel cortile della palazzina di via Palermo dove ha trovato la morte uno di loro, Mimmo Bardi, il 15 ottobre 2017. Ossia la carta prepagata e il documento utilizzati per risalire agli indirizzi delle vittime, individuate nei ristoranti oppure davanti ai teatri, con le visure delle targhe delle loro auto attraverso il sito internet del Pra-Aci.