Si sono svolti questa mattina in carcere a Napoli davanti al giudice del Tribunale Giorgia Castriota, gli interrogatori di garanzia nei confronti degli indagati, arrestati dagli agenti della Squadra Mobile di Latina con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata ai furti. Sono ben 34 i colpi registrati nel capoluogo pontino e poi 22 quelli in provincia di Roma per un totale in tutta Italia che arriva a quota 10. Come era prevedibile alcuni degli arrestati, due in questo caso,  si sono avvalsi della facoltà e sono rimasti in silenzio di fronte alle contestazioni del magistrato che ha emesso l'ordinanza di custodia cautelare e si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, gli altri invece hanno risposto confermando sostanzialmente gli addebiti ma non spingendosi oltre. L'inchiesta condotta dagli investigatori coordinati dal dirigente Carmine Mosca, era scattata a seguito dell'omicidio di Domenico Bardi, avvenuto il 15 ottobre del 2017 in via Palermo a Latina quando l'uomo era stato ucciso mentre cercava la fuga dopo un tentativo di furto, dal figlio del proprietario di un appartamento. I complici di Bardi erano riusciti a scappare e la polizia nel dicembre del 2017 aveva arrestato quattro persone soltanto per l'episodio registrato a Latina e quindi solo per quel furto, contestando il reato di rapina aggravata poi derubricato. Nel corso dell'ulteriore approfondimento delle indagini, la polizia ha ricostruito anche tanti altri colpi: da San Benedetto del Tronto, a Sulmona a Pescara e poi anche in provincia di Frosinone e di Ascoli Piceno.