È accusato di aver maltrattato la moglie e i quattro figli all'epoca minorenni. Per questo motivo un uomo di 39 anni, di nazionalità straniera ma residente a Sabaudia e attualmente detenuto, è stato condannato ieri in primo grado a due anni e tre mesi di reclusione. L'udienza, con il rito abbreviato che garantisce uno "sconto" di un terzo della pena, è stata celebrata davanti al giudice Giuseppe Cario. Il pubblico ministero, al termine della requisitoria, aveva chiesto la condanna dell'imputato - assistito dall'avvocato Valentina Macor - a due anni e sei mesi. La pena inflitta è stata invece lievemente inferiore. I fatti che vengono contestati dalla Procura al 39enne si sarebbero verificati in un arco temporale che va dal 2012 al 2018. Una condotta «abituale», secondo l'accusa, consistita in minacce, ingiurie, percosse e anche aggressioni. Una situazione che avrebbe di fatto reso impossibile la convivenza. Di qui l'accusa di maltrattamenti.
Oltre a ciò, all'imputato si contesta anche un episodio specifico in relazione al quale si ipotizza il reato di lesioni personali. I fatti risalgono al 14 settembre del 2018, quando l'uomo avrebbe percosso la moglie causandole lesioni giudicate guaribili dal personale medico-sanitario in sette giorni. Anche la figlia minorenne sarebbe stata aggredita dal padre, che l'avrebbe afferrata per il collo causandole delle lesioni lievi. Il tutto, con l'aggravante - contestata dalla Procura - di aver commesso il fatto anche in danno dei figli minorenni e in loro presenza. Ieri la sentenza. Ora, nel termine di novanta giorni, verranno depositate le motivazioni della sentenza. Dopodiché la difesa potrà valutare se proporre un eventuale ricorso davanti alla Corte d'Appello di Roma.