E' finito con l'intervenuta prescrizione, il processo a carico quattro medici dentisti dell'Usl di Formia, Minturno e Terracina. Questa la sentenza pronunciata dal secondo collegio del tribunale di Latina presieduto dal Giudice Soana al termine dell'udienza che si è svolta ieri mattina. Per l'accusa gli imputati dall'interno degli ambulatori ASL impiantavano protesi dentarie in regime ALPI (attività libero professionale intramoenia) senza fare pagare il ticket ed intascandosi i soldi senza far risultare nulla. Le ipotesi di reato sostenute dall'accusa erano di concorso in truffa aggravata ai danni dello Stato, abuso ed omissione d'atti d'ufficio e falso ideologico. La Procura - in aula l'accusa era sostenta dal pm Giuseppe Miliano - al termine di accertamenti investigativi operati dai Carabinieri dei Nas, aveva stabilito che i quattro professionisti erano soliti dirottare i rispettivi pazienti presso altri colleghi compiacenti o presso i rispettivi studi privati con la scusa che le prestazioni richieste – l'installazione di una protesi dentaria – non venivano garantite dal servizio pubblico e, dunque, dal servizio sanitario nazionale. Nel procedimento si era costituito oltre alla Asl, attraverso l'avvocato Vicenzo Macari, anche l'Azienda di forniture protesiche e ortodontiche, delle associazioni di categoria. Gli avvocati Ferraro e Lancia rappresentano due dei quattro dentisti, Scipione e De Filippi, mentre il dottor Marino era difeso dall'avvocato La Rocca, e il dottor Addessi dall'avvocato Maragoni.