Un anno dopo quella tragica mattina, finita nel peggior modo possibile, la comunità di Cisterna e di San Valentino hanno voluto ricordare le piccole Alessia e Martina, dedicando a loro il giardino della scuola che hanno frequentato e tenendo una veglia davanti la parrocchia del quartiere. Una lunga giornata di riflessione per non dimenticare una pagina che ha segnato nel profondo una cittadina di provincia. L'unica superstite di questa atroce vicenda sta tentando di andare avanti con la sua vita. Antonietta Gargiulo, mamma delle piccole uccise, una volta dimessa dall'ospedale San Camillo è tornata al paese d'origine Melito (provincia di Napoli). Lei era stata la prima vittima della follia del marito Luigi Capasso, raggiunta da alcuni colpi di pistola che miracolosamente non le sono stati letali. Nell'ottobre scorso la donna fu ricevuta da Papa Francesco a Santa Marta. Durante la degenza in ospedale, aveva infatti espresso il desiderio di incontrare il Santo Padre. Dopo il lungo ricovero fu trasferita in un centro di recupero vicino Napoli. Non sappiamo se Antonietta è tornata nel comune dei butteri o in quell'appartamento di Collina dei Pini, nessuno nel quartiere sembra averla vista. Qualcuno però è riuscita a scambiare qualche parola con lei, a 196 chilometri dal luogo della tragedia. «Dio ha vinto sulla morte e io sono qui per testimoniare. Ringrazio tutti voi - queste quanto detto da Antonietta Gargiulo ai colleghi del sito campano Melitonline.net - per le parole e le vostre preghiere. Il miracolo è il vostro amore, l'odio non vince mai sull'amore. Ringrazio infine la mia famiglia e la mia comunità religiosa».