Nell'inchiesta che ha portato all'arresto di Mario Fazzone e Francesco Pugliese, risulta indagato anche un 44enne di Scauri, S.F., nei confronti del quale il Gip campano ha rigettato la richiesta di misura cautelare avanzata dal Pm, "perché gli elementi indiziari, raccolti sino ad oggi, non consentono di ritenere sufficientemente provata la sua responsabilità ed anche perché le dichiarazioni del collaboratore di giustizia, Antimo Di Donato, in merito alla vicenda estorsiva, non trovano adeguato riscontro in altri elementi emersi nel corso delle indagini". Dalle intercettazioni, infatti, emerge unicamente che il 28 aprile 2017, il 44enne si trovava in compagnia di un altro indagato e sull'auto commentava l'azione estorsiva in danno dell'imprenditore e si impegnava ad eseguire la visura della targa della macchina della stessa persona che era stata sottoposta ad estorsione. S.F., per la magistratura, è un collaboratore di Mario Fazzone e di lui parla il pentito Antimo Di Donato, che, nell'interrogatorio del maggio del 2017, accusa il minturnese di procurare le vittime da estorcere. Per il collaboratore vi era il proposito di taglieggiare anche un imprenditore che opera nel settore rifiuti che, a suo dire, ipotizzava essere di Formia. Di ciò se ne parlò in vari incontri tenutisi a Scauri e Formia nel 2016 e 2017. Per il pentito, lo stesso minturnese, propose anche di compiere una estorsione al titolare di un bar di Scauri di via Appia, tanto che alcuni membri del gruppo effettuarono anche un sopralluogo. Sempre per il Di Donato il 44enne di Scauri era presente in un'altra autovettura, quando l'imprenditore campano preso di mira, consegnò i diecimila euro di tangente, che si sarebbero divisi Massimo Perrone, leader della "Nuova gerarchia del clan dei Casalesi" e Mario Fazzone. Un altro pentito, invece, non fa mai alcun riferimento a S.F., che comunque appare in una intercettazione ambientale. L'indagine condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Aversa, l'altra sera, come è noto, ha fatto registrare l'arresto del 42enne Mario Fazzone di Capua, titolare di un esercizio caseario a Scauri, dove risiede in via Filippo Signore, e Francesco Pugliese, 40enne di Mugnano di Napoli, domiciliato a Marina di Minturno, che lavorava nella stessa attività di Scauri. La coppia è accusata di aver individuato la vittima di una estorsione e di averla accompagnata, insieme ad altri, al cospetto di Massimo Perrone, referente del gruppo denominato "Nuova gerarchia del clan dei casalesi" e conosciuto col soprannome de "o' parente".