Era l'udienza più attesa dell'intero processo che si sta celebrando al Tribunale di Cassino, a carico dei due giovani accusati di sfruttamento della prostituzione minorile. Era l'ultimo teste dell'accusa, e si trattava del superteste, colui dalla cui segnalazione partì l'indagine a carico dei due odierni imputati, Pasquale Fabbricatore 19 anni di Scauri di Minturno e Silvestro Adinolfi anche lui 19 anni (difesi dagli avvocati Roberto Palermo e Pasquale Cardillo Cupo il primo e dall'avvocatessa Francesca Tallerini il secondo). L'escussione del 22enne, Alessandro R., ha deluso le aspettative: la sua testimonianza è stata caratterizzata da molte lacune e spesso è caduto in contraddizione. E' stata un'udienza caratterizzata da momenti anche di forte tensione, il ragazzo si è anche sentito male, nel momento in cui è stato incalzato dalle domande della difesa dei due giovani imputati. Infatti, l'udienza è stata sospesa per un paio di ore prima che si potesse riprendere i lavori. L'attendibilità del teste era stata già messa in discussione dall'ispettore Vittoria escusso nell'ultima udienza, questi lo aveva definito un "mitomane". Il ragazzo ha prima dato una versione dei fatti e poi l'ha smentita: detto di avere conosciuto una delle due ragazze presunte vittime dello sfruttamento, e fu la stessa a chiedere se voleva avere dei rapporti sessuali a pagamento per trenta euro. Gli disse di portare i soldi nella villa comunale di Formia dove si sarebbero visti. Il 22enne ha poi ritrattato e detto che quei soldi non servivano per avere in cambio un rapporto sessuale, ma non ha saputo dire per cosa fossero. Alla domanda se conosceva Fabbricatore, il teste ha prima detto sì, poi ha ritrattato. Ha raccontato anche che un giorno, fu Fabbricatore ad avvicinarlo nei pressi del porto di Formia, e a chiedergli se voleva avere dei rapporti sessuali con una ragazzina. Episodio che ha poi rivisto durante l'incalzare delle domande della difesa. Dunque la verità è ancora lontana dal venire fuori. I fatti si verificarono nel 2016, quando le ragazze avevano intorno ai tredici anni. Fabbricatore, venne arrestato, mentre Adinolfi, ritenuto un suo stretto collaboratore nel disegno criminoso, venne denunciato. Entrambi accusati di avere spinto due giovani ragazze a prostituirsi.