E' stata ridotta a due anni, con la sospensione, la pena per Nicola Caiazzo, di Formia sotto processo per avere investito e ucciso mentre attraversava le strisce pedonali Angelo Capolino, di Formia all'epoca dei fatti 29 anni.
Il primo grado si era concluso quasi tre anni fa, ad aprile del 2016, con una condanna a due anni e sei mesi col rito abbreviato, che gli aveva permesso già di ridurre la pena di un terzo. Sempre in primo grado vennero escluse le aggravanti, in quanto non era stato dimostrato che il giovane quella notte maledetta stava guidando sotto effetto di alcol e droga. Un aspetto che subito dopo la lettura del dispositivo di sentenza pronunciato dal giudice del Tribunale di Cassino, Perna, aveva destato delle reazioni. Il giudice non aveva riconosciuto le due aggravanti relative alla guida in stato di ebbrezza e sotto effetto di sostanze stupefacenti, aggravanti che in un certo qual modo riconoscono il reato di "omicidio stradale". Il giudice aveva accolto quanto sostenuto dalla difesa dell'imputato, difeso dagli avvocati Pasquale Cardillo Cupo e Sara Tassoni, i quali avevano contestato il fatto che al giovane non fosse stato fatto nell'immediato l'esame ematico, attraverso il quale si stabilisce se è stato fatto uso di droga poco prima; mentre dal solo esame delle urine si possono rilevare tracce di droga anche se la sostanza è stata consumata venti giorni prima. Il tasso alcolemico rilevato inoltre era di 0,8,meno dell'1, quindi il reato è rimasto un "semplice" omicidio colposo. Dal canto suo, invece, il pm Cerullo nella sua arringa aveva chiesto il riconoscimento di tutte e due le aggravanti.
L'investimento mortale si verificò la notte del 31 agosto del 2014. Angelo con i suoi amici e i suoi cugini stavano attraversando la Flacca sulle strisce pedonali, stavano uscendo dal locale "Uso di mare" in località Sant'Agostino a Gaeta, dove avevano appena cenato, quando una moto in corsa, una Honda Transalp, con a bordo due persone, alla cui guida c'era Caiazzo, venne prese in pieno. Inutili i tentativi di rianimare Angelo, troppo gravi le lesioni riportate in seguito al violettissimo colpo ricevuto all'altezza del busto.
Un dramma che colpì non solo la famiglia Capolino, ma tutta la comunità formiana. La famiglia della vittima si è costituita parte civile nl procedimento attraverso l'avvocato Gianmarco Cesari. L'associazione Vittime della Strada aveva chiesto anch'essa di costituirsi parte civile nel processo, ma l'istanza non è stata accolta.
Giovedì, quindi, si è concluso il secondo grado del processo davanti alla prima sezione penale della Corte d'Appello di Roma. I giudici al termine dell'udienza hanno condannato Caiazzo a due anni, pena sospesa, con uno sconto quindi di se mesi.