Una denuncia a settimana, ed è soltanto la punta di un iceberg che resta spesso sommerso per molto tempo. È il dato contenuto nella relazione fatta giovedì scorso dall'ispettore capo Emanuele Lanzuisi, responsabile dell'Anticrimine del commissariato di Terracina, nel convegno organizzato dalla Fidapa, che ha voluto ricordare le vittime di femminicidio, svelando una panchina rossa in città. La punta di un iceberg, perché dietro una denuncia ci sono un numero indefinito di episodi non denunciati.

Gli agenti di via Petrarca agli ordini del dirigente Roberto Graziosi, nel corso del 2018 hanno contato 19 casi sfociati in provvedimenti veri e propri, disposti o dal Questore o dall'autorità giudiziaria. Nel primo caso si parla di allontanamenti dalla casa famigliare, divieti di avvicinamento, ammonimento. Nel secondo, di arresti o provvedimenti cautelari. Tutti legati a reati legati alla violenza sulle donne, stalking, maltrattamenti in famiglia o nei confronti di persone vulnerabili. L'ispettore Lanzuisi ha precisato che reati di questo tipo sono detti «abituali», nel senso che per emergere non si verificano mai con un episodio isolato. Ecco perché quel numero, diciannove, va moltiplicato. «In aggiunta, i nostri uffici e le nostre volanti ascoltano ed intervengono relativamente a segnalazioni e richieste», ha spiegato Lanzuisi, «la squadra anticrimine analizza i reati cosiddetti spia, danneggiamenti, molestie anche solo verbali o telefoniche, referti medici o semplici accessi al pronto soccorso al fine di intervenire quanto prima e comunque per documentare episodi che successivamente possano far configurare la reiterazione». E personale qualificato con presenza femminile si occupa di non lasciare le vittime da sole anche dopo la conclusione di un procedimento penale». Anche perché sono molti i casi di aggressioni da ritorno, in cui l'ex partner, anche dopo i provvedimenti, torna a perseguitare la donna.

In questo tunnel che sembra senza fine e senza una luce, uno spiraglio si apre e lo indica la polizia sulla base di dati molto recenti: «I figli sono portatori di una nuova cultura della denuncia - ha spiegato Lanzuisi - al punto da sostenere e spingere le madri ad uscire allo scoperto, anche se a discapito dei padri». Nei figli, dunque, il seme di una nuova cultura del rispetto e del rifiuto della violenza. E questa è una grande notizia.