Chiede di essere ascoltato da giudice per le indagini preliminari, Michelangelo Porretta, l'uomo che dal mese di agosto scorso è rinchiuso nel carcere di Frosinone con la pesante accusa di tentato omicidio. Il 43enne originario della Calabria e residente a Milano, è stato arrestato dalla polizia di Terracina al culmine di una giornata folle che iniziò a Gaeta.

Quel 23 agosto l'uomo attirò la sua ex, una 29enne madre di una bimba di due mesi, nella sua auto con una scusa, poi una corsa spericolata sulla Flacca e in galleria fino a Terracina dove, nei pressi della Migliara 56, secondo le ricostruzioni della polizia, avrebbe tentato di uccidere la donna. Solo per un fortuito momento di distrazione la 29enne riuscì a sfuggirgli e a chiedere l'aiuto di un turista che si trovava sul posto. Ma una volta salita nell'auto dell'uomo, iniziò un rocambolesco inseguimento che finì, per i malcapitati, nel fosso di un canale.

Ora è arrivato il momento di stabilire la verità giudiziaria. L'uomo, difeso dagli avvocati Giuseppe Pesce e Angelo Farau, ha chiesto di essere ascoltato dal gip Pierpaolo Bortone, circostanza che si verificherà il 20 marzo. La difesa si dice convinta che Porretta non abbia mai intenzione di uccidere la madre di sua figlia. Per lui, oltre alla pesante accusa di tentato omicidio sostenuta dall'accusa, ci sono anche le aggravanti dello stalking, per una denuncia che la donna aveva sporto qualche giorno prima dei fatti, e del sequestro di persona. La difesa ha chiesto di procedere con il rito abbreviato.

La storia aveva suscitato molto scalpore l'estate scorsa per l'incredibile sequela di eventi. La coppia aveva vissuto a nord, in provincia di Milano, fino a poco tempo prima. Ovvero fino a quando la donna, forse stanca delle continue violenze, aveva deciso di tornare nella sua casa d'origine, a Gaeta, portando con sé la piccola di pochi mesi.

Evidentemente il 43enne non si era rassegnato alla fine della relazione e la situazione, in agosto, è precipitata. Il resto è la cronaca di quel giorno. I cui fatti dovranno essere ricostruiti nel processo che sta per partire.