Hadj Zaitouni è morto soffocato dal proprio sangue. La copiosa epistassi che ha portato al decesso del 43enne di origini marocchine nella notte tra il 28 ed il 29 luglio scorso a Campo Carne, secondo le conclusioni che emergono dalla perizia del medico legale che aveva effettuato l'esame autoptico, sarebbe da attribuire alla frattura del setto nasale. E tale frattura sarebbe stata causata da un colpo sferrato a mani nude, non come si era inizialmente supposto con un corpo contundente duro come il calcio di una pistola, ma più elastico, come una mano.
E' probabilmente questo uno degli importanti elementi che hanno portato nelle scorse ore il sostituto procuratore Giuseppe Miliano a ritenere necessaria una misura cautelare a carico dell'uomo che quella maledetta notte colpì la vittima. Si tratta del 45enne Giovanni Trupo.
L'arrestato, di professione guardia giurata, era uno degli uomini che avevano lanciato l'allarme sulla presenza di alcuni soggetti sospetti in una vettura nei pressi di un condominio in una traversa di via Guardapasso. Trupo, insieme all'altro indagato, il conducente di autobus Massimo Riccio - e ad un terzo condomino che però si tenne in disparte e pertanto non è indagato - si avvicinò a quell'auto su cui si trovava il marocchino con altri due amici. Uno di questi disse che decisero di fuggire via perché uno dei tre italiani era armato.