Scagionato definitivamente dall'accusa di omicidio colposo il tassista che, il 20 settembre 2013, si fermò sulla corsia d'emergenza del Grande Raccordo Anulare di Roma per un impellente bisogno fisiologico e che, mentre stava per ripartire, venne tamponato dalla moto guidata dal giornalista del Tg1 Maurizio Cirilli, col centauro che morì sul colpo.

I giudici della Suprema Corte di Cassazione, infatti, hanno respinto il ricorso delle parti civili - ossia il figlio e il fratello del giornalista residente a Nettuno - e hanno ribadito la validità della sentenza d'Appello, che a sua volta confermava la decisione di primo grado con cui il tassista originario di Bagnoli del Trigno, veniva assolto (con rito abbreviato) perché il fatto contestato non costituiva reato.

In sostanza, in ogni grado di giudizio, è stata ritenuta valida la motivazione resa dall'ormai ex imputato rispetto alla...