Quando i rapinatori sono entrati in azione per ripulire la sede di Ostia del Monte Paschi di Siena avevano la chiave di sblocco della cosiddetta bussola anti-rapina. Un particolare che ieri ha portato all'arresto, oltre che dei rapinatori, anche di un fondano, dipendente dell'istituto di vigilanza, che secondo l'accusa avrebbe consegnato una copia di quelle chiavi per il colpo poi fruttato oltre 85mila euro.
I fatti risalgono a febbraio di due anni fa, quando i due rapinatori entrano nell'istituto di credito di via Alessandro Piola Caselli. Agiscono attorno alle 14, in orario di pausa pranzo per i dipendenti. Riescono, come detto, ad aprire la bussola anti-rapina: utilizzano la chiave di sblocco. Secondo l'accusa, gliel'avrebbe fornita un fondano agente dell'istituto di vigilanza finito ieri ai domiciliari in esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip del Tribunale di Roma.
Una volta entrati nell'istituto di credito, i malviventi, con il volto travisato e armati di taglierino, minacciano una dipendente che in quel momento stava caricando il bancomat e si fanno consegnare la somma in contanti di 85.660 euro. Poi fuggono via.
Immediatamente sono partite le indagini da parte dei carabinieri del nucleo investigativo del gruppo di Ostia, coordinate dalla Procura di Roma (Gruppo reati gravi contro il patrimonio e gli stupefacenti, diretto dal Procuratore Aggiunto Lucia Lotti). «Sin dalle prime fasi investigative - si legge nel comunicato stampa diffuso ieri dall'Arma - era emerso che i due rapinatori si erano avvalsi della complicità di un basista che aveva fornito le chiavi di sblocco della bussola antirapina, circostanza che consentì loro di accedere liberamente all'interno dell'istituto di credito armati di taglierino. Tale sospetto è stato effettivamente confermato all'esito delle complesse indagini tecniche svolte dai Carabinieri che hanno permesso di identificare e sgominare l'intera banda, compreso il dipendente dell'istituto di vigilanza responsabile del servizio di sicurezza presso quello specifico istituto di credito».
Ora nei confronti dei tre arrestati, uno di Roma, uno originario del frusinate e l'altro invece di Fondi, sarà fissato l'interrogatorio di garanzia davanti al gip.