E' stata una lunga e toccante cerimonia quella che ieri sul Monte Semprevisa ha ricordato Daniele Nardi, l'alpinista di Sezze morto sul Nanga Parbat, in Pakistan. E tra la gente a un certo punto è spuntato Alex Txikon, l'alpinista basco che ha mollato la sua spedizione sul K2 per mettersi alla ricerca di Daniele, quando le speranze erano appese a un filo e grazie al quale i copri dello stesso Daniele e di Tom Ballard sono stati individuati a ridosso dello sperone Mummery: «È una grande emozione essere qui a ricordare il collega e amico Daniele. E questo momento - ha spiegato il 38enne alpinista spagnolo - dimostra come queste terre fossero legate alla figura di Daniele. La montagna oggi è bellissima, somiglia alle montagne basche. È incredibile come le persone si siano strette intorno alla storia di Daniele e devo dire che nei loro occhi c'era davvero amore nei suoi confronti e verso la sua famiglia». Txikon è poi tornato anche su quei momenti vissuti alle pendici del Nanga Parbat, quando per primo si è messo a capo di una spedizione che ha cercato il recupero dei due alpinisti che da qualche giorno non davano alcun segnale. Txikon ha spiegato cosa lo ha spinto a provarci: «Era quello che dovevo fare e lui avrebbe fatto lo stesso per me. Noi alpinisti siamo gente semplice, pur sapendo che tipi di rischi corriamo a quelle quote. Quindi mi è sembrato doveroso provarci, anche se purtroppo le cose non sono andate nel verso giusto».