Due anni di reclusione. Ma forse non è tanto questa pena inflitta dal giudice del Tribunale di Latina Puccinelli la questione più grave, quanto la possibile condanna a risarcire le parti offese, due delle quali, sono Adidas e Lacoste. Sono infatti due delle 19 aziende di abbigliamento e accessori che gli inquirenti hanno individuato come parti lese nel processo a carico di una donna , Lorella S. di Roma ma residente ad Aprilia, che nel 2010 venne denunciata per il possesso e la ricettazione di marchi contraffatti e di capi di abbigliamento e accessori di dubbia provenienza. Furono i militari della guardia di Finanza di Tivoli a scoprire in un'abitazione di La Gogna, una vera e propria centrale della contraffazione, un laboratorio in cui borse, abiti, scarpe e quant'altro realizzato chissà dove, giungevano e venivano dotati dei marchi di 19 delle case più note al mondo: "Adidas", "Lacoste", "Sundek", "Bear", "Coverse", "Richmond", "Carrhartt", "Paciotti ", "Refrigiwear", "Museum", "Playboy", "Calvin klein", "Baci & abbracci", "Rrankun and Marshall", "Gucci", "Fred Perry" e "Moncler".
Oltre 200mila tra bottoni, etichette, cartellini, rivetti, loghi e oltre 95mila pezzi e abiti già contraffatti come maglioni, giubbotti, giacche.