Indagando sulle attività illecite della famiglia calabrese Crupi, gli investigatori dei Carabinieri hanno scoperto che avevano potuto beneficiare di alcune coperture, tra i tecnici dell'ufficio condono e antiabusivismo del Comune di Latina, tanto da riuscire a realizzare una serie di opere abusive all'interno del centro sportivo "Central Park" di Borgo Carso che Rocco Natale Crupi aveva acquistato come forma di investimento. Quei favori però risalivano indietro nel tempo rispetto alle indagini sul traffico internazionale di cocaina, tra il Sudamerica, l'Olanda e l'Italia che i Crupi gestivano mediante i canali di distribuzione delle loro aziende florovivaistiche nell'ambito di un business che coinvolgeva la loro cosca di riferimento, quella dei Commisso di Siderno, città costiera della Locride in provincia di Reggio Calabria. Scartabellando le pratiche degli uffici comunali, gli investigatori del Reparto Operativo diretti dal tenente colonnello Paolo Befera hanno fatto luce sulla vicenda edilizia scoprendo appunto che era viziata da casi di corruzione. A muoversi tra le pieghe della corruzione, ritengono gli inquirenti, non erano direttamente i proprietari degli immobili, ma i loro progettisti, ovvero i tecnici di parte che avrebbero materialmente consegnato i soldi al geometra istruttore della pratica, R.D.G. di 56 anni, per assicurare al cliente le sue omissioni.