Sono passati quasi trent'anni da quella tragedia avvenuta nella "Fiumetta" dei laghi Gricilli, a Pontinia, nella quale persero la vita due fratelli di Priverno. La vicenda, sotto il profilo giudiziario (civile), sta andando avanti. Sarà la Corte di Cassazione a scrivere la parola "fine" alla contesa per quanto riguarda il risarcimento dei danni chiesti al Consorzio di Bonifica. I fatti risalgono al 15 luglio del 1992. Due fratelli di Priverno, 30 e 32 anni, entrambi descritti dai giornali dell'epoca come esperti nuotatori e conoscitori della zona, decidono di fare un tuffo nella zona dei laghi Gricilli. Arriva la sera e non rincasano. I familiari, preoccupati, lanciano l'allarme. Si attiva la macchina dei soccorsi. Poco dopo viene ritrovato il primo corpo, mentre ci vorrà l'impiego dei sommozzatori per recuperare il secondo.
A distanza di anni da quella tragedia si finisce in tribunale. È il 2009 quando viene notificato l'atto di citazione al Consorzio di Bonifica, subentrato nel ‘96 al Consorzio della Bonificazione Pontina che aveva in gestione il canale "Fiumetta" all'epoca dell'incidente. Nel 2013 arriva la sentenza di primo grado, che riconosce un consistente ricorso ai familiari delle due vittime. Il Consorzio di Bonifica propone Appello e la Corte capitolina, con sentenza del novembre 2018, lo ha parzialmente accolto. È stata riconosciuta ai due fratelli una responsabilità del 50% nella causazione dell'incidente ed è stato stabilito comunque un ingente risarcimento ai familiari. Adesso l'ultimo round. Il Consorzio, prospettando una possibile azione esecutiva da parte dei ricorrenti, ha deciso di proporre ricorso per cassazione. L'incarico è stato affidato a uno studio legale di Roma. La parola spetta ora ai giudici di legittimità.