Non aveva accettato che un'atleta, sua allieva da tempo, si rivolgesse a un altro personal trainer. Ha iniziato a tormentarla, fino al punto di incendiare la sua auto: un'escalation di atti persecutori che i Carabinieri di Viterbo hanno ricostruito nei particolari, raccogliendo elementi di prova che hanno portato lunedì sera all'arresto di Daniele Rimonti, preparatore atletico latinense di 50 anni, finito ai domiciliari su mandato dell'autorità giudiziaria viterbese.
L'indagine è scattata una decina di giorni fa, quando si è consumato l'incendio della vettura, una Mini che la donna, dovendo recarsi negli Usa per un'esibizione di body building, aveva lasciato a Vejano, il paese della Tuscia dove abita la quarantenne. Le prime indagini hanno permesso di accertare che si era trattato di un rogo doloso, poi gli investigatori hanno iniziato a studiare i contatti della vittima per inquadrare il contesto nel quale il gesto intimidatorio era maturato: la pista imboccata fin dai primi accertamenti si è rivelata ben presto quella giusta, gli ambienti del body fitness che la donna frequenta assiduamente.