Il "dolium" di epoca romana che lunedì scorso è stato trovato a pezzi all'interno del parco di Villa Adele è collassato per cause naturali. Lo ha reso noto ieri mattina il Comune di Anzio, dai cui uffici sono state diffuse le conclusioni della relazione consegnata dall'esperta Martina Pavan, della ditta "Ma.Co.Rè", incaricata dal Comune per gli accertamenti sul vaso andato in frantumi. «L'opera - si legge nel documento - presenta la tipologia di degrado tipica di manufatti esposti all'aperto. In questo caso la prolungata esposizione agli agenti atmosferici e in particolare le recenti abbondanti precipitazioni hanno aggravato il quadro fessurativo preesistente, fino a causare il collasso del grande dolium. L'impatto con il terreno ha causato la formazione di ulteriori fratture e di conseguenza nuovi frammenti». «I frammenti - ha commentato l'assessore alla Cultura, Laura Nolfi - sono stati ricoverati all'interno dei depositi del Museo civico archeologico, al fine di impedirne la dispersione. La movimentazione è stata preceduta dalla documentazione fotografica e dalla catalogazione degli stessi, per una futura eventuale ricomposizione del dolium».