Tra una settimana tutto sarà finito: chiude dopo 32 anni lo storico bar «La Caffetteria» su via XXIV Maggio per due rate di mutuo pagate parzialmente e un reato di usura bancaria accertato ma non punito, in quanto non è stato possibile attribuirlo ad una persona fisica. Questa storia era stata in parte già raccontata da Latina Oggi nelle scorse settimane ma solo adesso gli ormai ex proprietari del locale hanno deciso di «metterci la faccia» e spiegare perché devono chiudere i battenti. Avevano acceso un regolare mutuo ipotecario da 400mila euro con un istituto di credito che però aveva applicato tassi usurari e dunque, dopo aver estinto più della metà del debito, ossia una somma di 216mila euro, sulla parte restate fu sottoscritto un piano di rientro da 18 mesi con le ultime sei rate mensili da 13.700 euro. «L'Istituto bancario ci ha imposto condizioni folli, senza alternative», dicono i titolari della Caffetteria; non siamo riusciti a pagare le rate finali che, quindi, sono diventate insolute e la banca ha avviato un precetto per 379mila euro, cui è seguito il pignoramento dell'immobile e la vendita all'asta». Il bar, che si trova in pieno centro a Formia, è stato venduto all'asta ad una società con sede legale a Caserta che risulta inattiva presso la Camera di Commercio e che vi entrerà in possesso.