Passeranno sotto la denominazione di «forzature dei cavalcavia», o magari «gli azzardi sulla Pontina». Fatto sta che sono lì in fila, uno dopo l'altro: ex Seranflex, variante Q3, ex pizzeria Felix. La prima e la terza, ex Seranflex e ex Felix, accomunate da un iter pressoché identico: prima la concessione in sanatoria, poi l'autorizzazione a demolire e ricostruire, il benefit del Piano casa, qualche libera interpretazione urbanistica e a cose ormai fatte, sul filo di lana, ecco i soliti carabinieri e lo spauracchio della lottizzazione abusiva.
La variante in Q3 è una storia a sé, certamente la peggiore, perché gestita senza avvedutezza, a colpi di improvvisazione e di bugie che non vale nemmeno la pena riesumare nella loro stolta insignificanza, e consacrata con una delibera che andrebbe affissa su tutti i muri della città per spiegare ai cittadini cosa bisogna evitare di fare quando si ha il potere di agire.
Ma per quanto diversa e a sé stante, anche la variante in Q3 ha qualcosa a che fare con il caso della pizzeria trasformata in un immobile commerciale: i protagonisti hanno l'aria di essere più o meno gli stessi. Leggendo il cartello di cantiere piazzato nell'area compresa tra via Isonzo e via Ferrazza, viene fuori che a costruire il manufatto è stata la Latina Green Building, la stessa impresa che aveva chiesto e ottenuto la variante in Q3.