In un primo momento uno degli imputatoi nel processo Superjob che è alle battute finali in Tribunale a Latina, aveva scelto la strada del patteggiamento concordando una pena di 4 anni e 4 mesi di reclusione per il reato di corruzione. I suoi difensori, gli avvocati Angelo Palmieri e Maurizio Forte sulla scorta dell'entrata in vigore del decreto spazzacorrotti, il proprio assistito non potrà essere affidato ai servizi sociali, hanno scelto la strada del rito abbreviato, al termine di una discussione che si è svolta davanti al giudice Giorgia Castriota che non ha emesso alcun provvedimento e proprio per questo hanno sostenuto che la scelta del patteggiamento si poteva anche revocare e il giudice ha accolto la richiesta rinviando il processo al prossimo 17 maggio. Nei confronti dell'uomo, si tratta di un ragioniere,  l'accusa era quella di corruzione. Tra le accuse contestate nell'ordinanza di custodia cautelare che era stata eseguita nel febbraio del 2018 ci sono gli episodi corruttivi nei confronti di un funzionario dell'Agenzia delle Entrate che riceveva in maniera indebita delle somme di denaro. Il rito abbreviato un giudizio previsto dal codice che prevede la riduzione di un terzo della pena ha preso il posto dunque della richiesta di applicazione pena, alla luce proprio del decreto spazzacorrotti. In altri processi come nel caso della vicenda dello scandalo dei fallimenti pilotati in Tribunale, alcuni imputati invece che hanno patteggiato rischiano di andare in carcere, alla luce proprio dell'entrata in vigore del decreto spazzacorrotti.