«La nostra organizzazione criminale si organizzava con delle riunioni tra gli appartenenti nel settore delle estorsioni». E' uno dei passaggi delle dichiarazioni rilasciate da Riccardo Agostino nel verbale dell'11 luglio del 2018. «Si parlava di stecche o quote per noi, non di stipendio» sottolinea il collaboratore di giustizia quando si riferisce agli episodi di natura estorsiva che i pubblici ministeri Barbara Zuin, Claudio De Lazzaro e Luigia Spinelli, hanno ricostruito e che hanno inserito nell'inchiesta Alba Pontina dove è stata contestata al clan Di Silvio l'associazione per delinquere con l'aggravante del metodo mafioso. Emerge un particolare: le estorsioni sono di diversa natura, trasversali, così come le vittime, dagli avvocati ai commercianti. Nelle dichiarazioni verbalizzate che risalgono al luglio del 2018 emergono dei riferimenti all'estorsione del ristoratore di Sermoneta con la sentenza di primo grado che è stata già emessa dal Tribunale e poi altre intimidazioni, comprese quelle indirizzate ad alcuni avvocati del Foro di Latina tra cui quello con un legale che ha pagato in totale tre volte: una volta sotto l'ufficio, una volta nell'ufficio e una volta in mezzo alla strada. «Andò in panico totale» ha spiegato Agostino Riccardo. "Noi siamo quelli di Campo Boario", mettiti a disposizione con i prezzi delle altre persone comportati bene" era stata la frase rivolta ad un commerciante del mercato per i prezzi al banco del pesce dopo che come ha rivelato Agostino Riccardo, qualcuno aveva chiamato Armando Di Silvio.