Massimo Bortoletto è stato licenziato non per negligenza e perché nonostante le denunce presentate per il furto di 15mila euro di dischi da Feltrinelli non si è accorto che qualcuno aveva preso dagli scaffali i preziosi vinili. Massimo Bortoletto è stato licenziato per cause oggettive, questo passaggio cruciale è stato cambiato, su richiesta proprio dell'ex direttore della storica libreria, nel corso della mediazione con l'azienda. Non c'è la reintegra ma arriva la derubricazione che per Bortoletto vale tanto sotto diversi profili.  Si chiude una parentesi e si è sentito sollevato dopo che per mesi è rimasto in silenzio e adesso è pronto a guardare al futuro e a ripartire,  come ha spiegato anche con un post su Facebook pubblicato sul suo profilo.  La gente continua ad essere dalla sua parte e lo ha apprezzato in tutti questi anni per quello che ha fatto diventando un punto di riferimento. L'udienza per il licenziamento,  si è svolta davanti al giudice della sezione lavoro del Tribunale di Latina Umberto Maria Costume. Da una parte Bortoletto, assistito dall'avvocato Sergio Testa, dall'altra la Feltrinelli rappresentata dall'avvocato Adelio Riva. L'ex direttore chiedeva la reintegra e l'annullamento del licenziamento ritenuto ingiusto. Il benservito che Feltrinelli gli aveva dato dopo otto anni aveva sollevato tante polemiche e tantissime persone si erano apertamente schierate organizzando anche un flash mob. Alla fine tra le parti in aula è arrivata un punto di incontro.  Quando Feltrinelli non è stata disposta a reintegrare è arrivata la controproposta. Alla fine il giudice ha invitato le parti a riflettere e infine è stata accolta la controproposta, oltre a quella di natura economica anche quella relativa alla derubricazione del licenziamento. "Ho chiuso una parentesi, adesso guardo avanti al futuro e voglio ricreare uno spazio culturale nella nostra città, è importante». Bortoletto vuole continuare ad essere un punto di riferimento. Se qualcuno pensava che il braccio di ferro con Feltrinelli sarebbe stato lungo, si è risolto in pochissimo tempo in Tribunale