La sentenza davanti ai giudici della Corte d'Appello è stata ridotta: da 13 anni a otto anni di reclusione nei confronti di un  pensionato di Sonnino, accusato di tentato omicidio e maltrattamenti nei confronti della moglie.  In aula il legale dell'imputato, l'avvocato Fermina De Bonis, ha discusso puntando anche su una richiesta di rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale che non è stata accolta e a seguire ha cercato di smontare l'impianto accusatorio che era stato costruito all'epoca dei fatti contestati dal pubblico ministero Gregorio Capasso, titolare del fascicolo.  Poi, dopo la camera di consiglio, i giudici hanno letto il dispositivo e tra novanta giorni depositeranno le motivazioni della sentenza. Scontato che una volta che saranno lette dalla difesa sarà presentato ricorso in Corte di Cassazione.
I fatti contestati erano avvenuti a Sonnino e l'imputato era stato arrestato a seguito di una lite con la moglie: proprio in quell'occasione era spuntato un coltello da cucina. A far scattare l'allarme era stato il nipote dell'uomo e della donna, che era andato a trovare i nonni, e l'episodio era avvenuto nel centro storico del paese.  In occasione dell'intervento, i carabinieri avevano sequestrato anche il coltello da cucina e l'uomo era stato arrestato in flagranza di reato. Sempre secondo quanto ipotizzato, sia il nipote che la mamma di quest'ultimo, una dei figli che vive a Sonnino, sarebbero andati nella casa degli anziani coniugi quando sono avvenuti i fatti, probabilmente proprio perché erano a conoscenza delle continue liti e avrebbe trovato la 71enne riversa nella stanza da bagno dell'abitazione.