Il gip di Napoli Maria Luisa Miranda ha rimesso in libertà Viktoriya Pavlovskiy, la 28enne ucraina, residente a Formia, condannata per peculato nell'ambit dell'inchiesta sulla scomparsa di duemila libri storici alla Biblioteca dei Girolamini di Napoli. L'ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli è stato dichiarato illegittimo. La donna, difesa dagli avvocati Luca Scipione e Leonardo Scinto, era stata condannata nel 2015 a cinque anni e quattro mesi di reclusione. A gennaio il Tribunale aveva firmato l'ordine di carcerazione. I suoi legali di fiducia avevano chiesto per lei, al Tribunale di Sorveglianza di Frosinone, la concessione dell'affidamento in prova ai servizi sociali. Ma la donna, prima che la richiesta venisse esaminata, era stata colpita da un nuovo ordine di carcerazione. A febbraio scorso veniva emesso un ordine di carcerazione dall'ufficio esecuzione della Procura con il quale veniva revocato il precedente provvedimento di sospensione e disposta l'immediata carcerazione dell'imputata, dando esecuzione alla nuova legge che fa rientrare tra i reati ostativi alla concessione del benefici penitenziari anche quelli di cui la Parlorskiy era accusata. I legali difensori quindi hanno impugnato il nuovo provvedimento. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli ha accolto le ragioni della difesa. Il gip ha specificato nel decreto di annullamento dell'ordinanza che in sostanza un provvedimento emesso e notificato anche al difensore di una condannata non può essere revocato; quindi la 28enne è stata scarcerata.
I fatti contestati riguardano il furto di libri e opere antiche di elevato valore trafugati sei anni fa, nel 2012 dalle biblioteche dell'Abbazia di Montecassino e dalla Biblioteca Statale dei Girolamini di Napoli, furti che hanno comportato un danno di inestimabile valore, come sancito anche dalla Corte dei Conti.
Le indagini, oltre all'arrestata, hanno riguardato anche il direttore pro tempore della Biblioteca Statale dei Girolamini di Napoli, oltre a personalità del mondo politico ritenute coinvolte nei colpi e nel traffico di opere d'arte.