Accolto dal tribunale di Latina sezione riesame l'appello cautelare della Gaim con conseguente dissequestro dell'area ex Avir. I giudici del capoluogo pontino hanno raccolto le prescrizioni dettate dalla Corte di Cassazione che nel marzo scorso aveva accolto, il ricorso presentato dagli avvocati Luca Scipione e Mario Pellegrino per conto di Martino Nicola (l'amministratore della società Gaim). In quella sede i giudici avevano annullato l'ordinanza della sezione riesame di Latina che aveva respinto un appello cautelare proposto contro il rigetto di una richiesta di dissequestro. Il tribunale della libertà di Latina aveva rigettato la richiesta. Tutta l'area in questione è stata sequestrata nel luglio del 2011, per cui la prescrizione è maturata già nel luglio del 2016. Gli avvocati avevano costruito la linea difensiva sulla natura del sequestro, che in realtà non era un sequestro finalizzato alla confisca. Si trattava invece di un sequestro finalizzato ad impedire che le costruzioni venissero realizzate. Quanto sostenuto dal Tribunale della libertà avrebbe avuto un senso nel caso il reato non fosse prescritto o in caso di rinuncia della prescrizione, avevano sostenuto gli avvocati. In sostanza, il sequestro oggetto di discussione, era un sequestro "impeditivo", ovvero finalizzato ad impedire un reato che venisse commesso. La linea difensiva venne stata accolta dai giudici della Cassazione, dunque il tribunale del Riesame di Latina è stato chiamato a giudicare la richiesta di dissequestro avanzata dalla Gaim, in quanto il reato è prescritto. L'ordinanza venne annullata con rinvio al tribunale di Latina, sezione per il riesame, perchè si uniformasse ai principi di diritto affermati dai giudici della Cassazione.
Come è noto, l'area dell'ex fabbrica di vetro è stata oggetto di una importante inchiesta coordinata dalla Procura di Latina. L'indagine ha visto iscrivere nel registro degli indagati 27 persone tra ex amministratori, tecnici, notai, commercialisti e imprenditori. Il progetto per la riqualificazione dell'area dell'ex Avir di Gaeta valeva oltre cinquanta milioni di euro. Le certificazioni che ne attestavano la validità, secondo gli inquirenti erano irregolari, tanto che nel luglio 2011, e poi nel successivo dicembre, l'intera ex fabbrica fu sequestrata su disposizione della Procura. Una superficie di 25.576 metri quadrati nel pieno centro cittadino a due passi dalla spiaggia di Serapo, per un valore stimato di circa quindici milioni di euro. Secondo le indagini, tra il 2008 e il 2009, otto notai avevano già perfezionato gli atti di compravendita dei lotti realizzando sulla carta ventidue unità immobiliari. La decisione di ieri da parte del Tribunale dei Riesame, presieduto dal giudice Gian Luca Soana, ora invece rimette tutto in gioco, tutti gli immobili dopo otto anni sono tornati nella disponibilità della Gaim. Ora manca l'ultimo tassello perchè si possa ricominciare a pensare ad un progetto di riqualificazione dell'ex sito industriale. C'è ancora in piedi l'appello che fece il comune di Gaeta contro la sentenza del tar Latina che, accogliendo il ricorso, annullò i provvedimenti comunali di acquisizione. L'appello è andato a sentenza e la decisione è prossima ad uscire.