Tentarono di disfarsi della droga bruciandola nel camino, arrivano due condanne.
Giordano D'Aguanno e Osvaldo Cuni vennero arrestati all'inizio di aprile dai Carabinieri del Nucleo operativo radiomobile di Aprilia che effettuarono una perquisizione in una abitazione di via Bacchiglione. Indagini condotte per mesi che hanno permesso di legare i due giovani finiti in manette, ai pusher che avevano trasformato un appartamento di via Vanzina - la zona residenziale situata in una traversa di via Carroceto - in un fortino dello spaccio, «difeso» addirittura da un sistema di telecamere occultate lungo il perimetro del palazzo. Anche in quel caso quando scattò il blitz dei militari, i pusher decisero di barricarsi in casa e di tentare di distruggere la droga bruciandola. Quella volta sul terrazzo, in via Bacchiglione invece, era presente un camino e si è deciso di usare quello. Alla fine vennero sequestrati poco più di 15 grammi di hascisc, meno di 10 grammi di cocaina e di marijuana già suddivisi in dosi e sfuggiti alla distruzione, ma anche materiale per il confezionamento e appunti che sembravano confermare la natura illecita delle attività svolte dai due giovani. Nelle scorse ore i due arrestati sono comparsi davanti al giudice monocratico del Tribunale di Latina per rispondere dell'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. A fronte della richiesta della pubblica accusa di condanne a 2 anni e 8 mesi per D'Aguanno e 2 anni per Cuni, il giudice Villani ha deciso sì di emettere una condanna, ma di riconoscere l'entità lieve del reato di spaccio e di condannare ad 1 anno e 6 mesi il primo e a un anno di reclusione il secondo. Poi ha disposto la detenzione agli arresti domiciliari per D'Aguanno e la sospensione della pena con remissione in libertà per Cuni.