Usque tandem, un raggiro andato avanti "fino a quando" la Guardia di Finanza non lo ha scoperto, si potrebbe affermare prendendo spunto dal nome della cooperativa creata per ottenere fondi regionali senza però adempiere agli obblighi. Tanto che il collegio della Sezione giurisdizionale del Lazio della Corte dei Conti presieduto dalla dottoressa Piera Maggi ha condannato a pagare in solido 141.870,78 euro di cui 98.580,78 euro per danno emergente, 42.290 euro per lucro cessante e 1.000 euro per il danno da disservizio, oltre alla rivalutazione dalle date di erogazione dei contributi e agli interessi legali dalla data di deposito della sentenza fino al soddisfo i convenuti in giudizio Angelo Fanfarillo, Francesco Bovolenta, Benedetto Damiano Ricci (per cui però è stato riconosciuto il difetto di giurisdizione), Polivio De Rozeris, Rossano Fuccini e Ionel Alexandru Lup in qualità di rappresentante legale della cooperativa "Usque Tandem" per l'appunto. L'ipotesi era il danno erariale nei confronti della Regione Lazio.
Tutto nasce da una informativa della Guardia di Finanza di Cisterna che da tempo indaga sugli interessi e gli affari del Fanfarillo e di alcune cooperative e società che a vario titolo sarebbero riconducibili al 72enne - imputato con altri tre soggetti per il tentato omicidio del vice comandante della Guardia di Finanza cisternese il cui processo riprenderà a luglio.
Nello specifico i finanzieri avevano riscontrato e raccolto elementi comprovanti «una pluralità di condotte di natura dolosa poste in essere dai vari convenuti, condotte da ritenersi unificate dal comune intento di sviare le risorse dalle finalità pubbliche che la Regione Lazio ha inteso perseguire con l'ammissione a finanziamento del progetto presentato dall'anzidetta cooperativa».
Il progetto
La coop aveva presentato un progetto dal titolo "LaziOntheJob" per la formazione e l'inserimento nel mondo del lavoro di giovani. Progetto approvato e fondi erogati per tramite della società Italia Lavoro per tirocini in loco, in imprese con sede nel Lazio; tirocini in mobilità interregionale, in imprese con sede sul territorio nazionale; tirocini in mobilità UE, in imprese con sede nei Paesi dell'Unione Europea.
Ogni tirocinante doveva ricevere un assegno mensile di 500 euro (in mobilità regionale), 1.200 euro (in mobilità interregionale) o 1.600 euro se in mobilità UE. Alla coop arrivavano 250 per l'attività di tutoraggio (assistenza e formazione), 5.000 euro di bonus per l'assunzione a tempo indeterminato, 3.750 euro per l'assunzione a tempo indeterminato parziale (30 ore a settimana), 3.000 per l'assunzione a tempo indeterminato per 24 ore settimanali, e 3.500 per l'assunzione con contratto di apprendistato. Le indagini però hanno riscontrato l'assoluta inesistenza della formazione dei tirocinanti né sulla sicurezza né sul lavoro da svolgere; l'assenza di assunzioni, anzi lavoro in nero e solo per due mesi; formazione in loco mai realmente effettuata nonostante il registro presenze (qualcuno dei tutor avrebbe anche disconosciuto la propria firma sui registri presenze). Non solo, ma alcuni dei tirocinanti, ascoltati dagli inquirenti, hanno ammesso di non conoscere come tutor Angelo e Silvio Fanfarillo, Bovolenta e Trichei.