Il fatto
21.05.2019 - 07:30
Quando lo scorso autunno Coletta presentò la stagione di prosa del Palacultura si fece trascinare da un incauto ottimismo: in cartellone nove spettacoli d'autore, gli accordi presi con Atcl e tutto che sembrava pronto per far splendere il teatro di luce nuova dopo il buio delle ultime stagioni e la chiusura per metterlo in sicurezza decretata in epoca commissariale. «Una giornata importante – disse - perché dimostriamo quello che abbiamo sempre voluto: riaprire il D'Annunzio, e perché ci sono i primi risultati di un lavoro costante che ci porterà a riaprire anche il Cafaro e il Teatro dei Mille». Oggi quelle parole suonano ancora più amare perché non solo il Cafaro e il teatrino dei Mille sono chiusi e carichi di muffe ma ha chiuso, nel frattempo, anche il D'Annunzio da novembre scorso. Come è noto è saltata la stagione di prosa (dopo le tenui speranze di confermare almeno gli ultimi spettacoli) trasferita al teatro Moderno e anche i saggi di associazioni e scuole di danza emigreranno altrove. Sono dodici le scuole contattate che hanno dovuto trovare un'alternativa. E se si sperava di salvare almeno loro, lo stato generale dei lavori ancora da seguire non lo ha permesso e probabilmente ci vorrà fine giugno per la chiusura completa del cantiere.
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