Il fatto
26.05.2019 - 14:00
La Procura di Latina contesta un'altra accusa per l'inchiesta di via Palermo. Non c'è soltanto l'omicidio volontario di Domenico Mimmo Bardi. Nel capo di imputazione oltre alla morte del 41enne di Napoli, ucciso a colpi di pistola dopo un furto di via Palermo, viene contestato nei confronti dell'avvocato di 48 anni Francesco Palumbo anche il tentato omicidio di Salvatore Quindici, un complice della vittima e che ha riferito di essere stato ferito nelle fasi di fuga, dopo il furto nell'appartamento dei genitori del legale pontino. E' questo l'ultimo risvolto dell'inchiesta condotta dagli agenti della Squadra Mobile di Latina che nei mesi scorsi hanno depositato l'informativa finale che ha portato poi la Procura alla notifica di 415 e quindi di chiusura indagini. Oltre all'omicidio volontario il pubblico ministero Simona Gentile, titolare del fascicolo, ha formalizzato questa ulteriore contestazione alla luce delle dichiarazioni che sono state rilasciate dal Quindici non subito dopo l'arresto per il furto in via Palermo (avvenuto nel dicembre del 2017 quando era stato sottoposto ad un provvedimento restrittivo) ma in sede di un'altra deposizione. Quindici aveva raccontato che l'avvocato aveva aperto il fuoco ferendolo al braccio mentre stava scappando e nell'ordinanza per i furti, c'è un passaggio nel corso di una intercettazione dove Quindici parla invece dei colpi di pistola. Proprio per questo il 43enne di Napoli che figura come parte offesa per il tentato omicidio ma è imputato invece nel processo per il furto, era stato sottoposto anche ad una visita mentre si trovava in carcere e le operazioni peritali avevano riguardato una lesione che però è stato impossibile collocarla temporalmente. Era una lesione per un colpo d'arma.
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