Lo avevano trovato in possesso di alcune dosi di stupefacente (hashish e cocaina) e soprattutto di oltre ventimila euro ritenuti provento dell'attività di spaccio. Per questo A.S, 37 anni di Fondi difeso dall'avvocato Giulio Mastrobattista, era finito nei guai. Ieri la sentenza di primo grado con la quale il giudice lo ha condannato a sei mesi rispetto ai due anni e otto mesi richiesti dalla pubblica accusa. Restituito anche il denaro, in quanto pare non sia stata provata la riconducibilità all'attività illecita ipotizzata dalla Procura. I fatti risalgono al mese di aprile. Le forze dell'ordine eseguono una perquisizione a carico dell'uomo dopo un servizio di pedinamento e osservazione. A seguito dei controlli, i carabinieri trovano 0,5 grammi di hashish e due grammi di cocaina, ma soprattutto 20.910 euro in contanti. Somma, questa, che per l'accusa era riconducibile all'attività di spaccio. Di tesi avversa la difesa dell'imputato, che già in sede di udienza di convalida aveva ottenuto che, essendo incensurato, non venisse applicata alcuna misura. Al termine dell'udienza di ieri, a fronte di una richiesta di pena di due anni e otto mesi, per il 37enne è arrivata - riconosciuta la lieve entità prevista dal quinto comma del testo unico sugli stupefacenti - la condanna a sei mesi con restituzione del denaro. La difesa, pronta a sostenere la tesi dell'uso personale della droga, preannuncia ricorso in appello.