Se non fosse stato per quei ponteggi, installati intorno alla statua che si erge sul tetto dell'edificio in piazza del Quadrato, nessuno avrebbe saputo niente. In silenzio, senza cercare attenzioni particolari, un gruppo di aziende, che si sono riunite sotto forma di una sorta di "Ati", hanno dato il via al restauro di una delle statue di Egisto Caldana, raffigurante temi legati alla terra e al raccolto, realizzata sul tetto di uno degli storici edifici del centro storico. L'opera in questione è soltanto uno dei due gruppi scultorei dell'artista vissuto tra il 1887 e il 1961, poiché l'altro - che si trova sul tetto dell'edificio sul lato opposto della piazza - rientra nei possedimenti del demanio comunale. La statua oggetto di restauro, invece, è ricade sulla proprietà di un architetto pontino, il quale è anche committente dei lavori.
Ed è qui che entra in azione la rete di aziende - che vede come capofila la ditta Damiani Marmi - che in maniera del tutto volontaria hanno avviato questa sorta di sponsorizzazione, ognuna con una propria quota parte.  Il tutto, come si diceva, al di fuori dal contesto demaniale del Comune di Latina. L'unica necessità è stata l'autorizzazione della Soprintendenza ai Beni Culturali.