C'è un legame tra i due attentati esplosivi consumati negli ultimi tre mesi a Latina, una persona che unisce idealmente i proprietari delle due vetture danneggiate: comune denominatore tra i due episodi è Nazzareno Di Giorgio, il 49enne di Latina che la scorsa settimana è scampato al tentato omicidio a colpi di pistola. Una chiave di lettura che gli investigatori stanno utilizzando per decifrare il messaggio che si nasconde dietro questa escalation di inquietanti gesti intimidatori. Resta da capire chi e perché abbia promosso questa strategia della tensione.
Se appare ovvio il legame con la donna proprietaria della Fiat Punto fatta esplodere martedì notte, ex moglie di Nazzareno Di Giorgio, non è altrettanto scontato l'accostamento tra il nome di quest'ultimo e l'intestatario della vecchia Lancia Ypsilon danneggiata da un ordigno in via Liguria a metà marzo. Nel caso di tre mesi fa, l'utilitaria distrutta apparteneva a un uomo di 45 anni che lavora presso uno dei banchi di fiori del cimitero, gestito dalla sua famiglia: è nota in città la sua profonda amicizia con Di Giorgio, un legame cementato da interessi comuni che gli investigatori non possono certamente ignorare nella ricostruzione dei fatti, alla ricerca del movente. Perché a mancare per ora è la motivazione che ha animato la regia dei due attentati e il nesso causale tra gli episodi, senza escludere oltretutto che possa esserci una connessione anche con l'agguato a colpi di pistola, per il quale tuttavia è finito in carcere il presunto autore.
Le indagini di Polizia e Carabinieri che si stanno occupando dei due attentati esplosivi, quindi, sembrano destinate a incrociarsi.