E' terminata die ieri alle 18 l'autopsia sul corpo di Elisa Ciotti, eseguita dal medico legale Liviero. Il quadro lesivo era importante e da quello che è emerso, la donna pare sia morta a causa di diversi colpi inferti dall'uomo con il martello di cui continuano le ricerche. Sembrano essere cinque i colpi inferti alla moglie da Fabio Trabacchin, che ieri è stato interrogato a lungo dagli inquirenti. Ascoltato per quasi due ore, l'uomo, rinchiuso in carcere da martedì con l'accusa di omicidio volontario, ha ammesso i fatti e la sua deposizione ha ricalcato il verbale firmato in caserma a Cisterna, quando davanti al pm Andrea D'Angeli aveva ammesso l'omicidio. Quando ieri in tarda mattinata è comparso in carcere davanti al giudice Giorgia Castriota è sembrato provato e anche confuso. L'uomo ha tentato di ricostruire quello che è avvenuto nella villetta di via Palmarola. Trabacchin, descritto dalle persone che lo conoscono come una persona moderata e che non aveva mai dato segni di squilibrio. Ha parlato di buio quando ha risposto alle domande del magistrato e di nebbia in testa.