Saluti fascisti durante la commemorazione del Battaglione Barbarigo  davanti al cippo di Campoverde, a processo tre esponenti di Militia. Martedì mattina nell'aula del Tribunale di Latina era in programma l'udienza a carico di Maurizio Boccacci - leader della formazione di estrema destra - e di altri due persone accusate di  violazione della legge Scelba per le azioni compiute il 25 aprile 2015  ad Aprilia durante la manifestazione organizzata per ricordare i caduti del battaglione appartenente  alla X Mas della Repubblica Sociale Italiana. Un raduno ricorrente a Campoverde ogni 25 aprile, giorno della festa di Liberazione, che proprio nel 2015 visse uno dei momenti di massima tensione: da un lato centinaia di aderenti alle più disparate forze dell'estrema destra provenienti da ogni parte d'Italia; dall'altra il corteo antifascista promosso della sezione di Aprilia dell'Anpi intitolata a "Vittorio Arrigoni" e da alcuni associazioni. A separare i due gruppi, oltre alla strada, un'imponente spiegamento di forze dell'ordine che permise di stemperare gli animi, evitando contatti tra le parti, scontri o problemi di altra natura. Alla fine il bilancio della mattinata si ridusse ad offese e insulti. Durante la manifestazione  a pochi metri dal borgo di Campoverde non mancarono però ripetuti saluti romani, saluti ripresi dagli agenti della Digos di Latina che hanno portato all'identificazione di tre persone, tra i quali Boccacci, e poi all'apertura di un'indagine nei loro confronti.   
Il pubblico ministero Simona Gentile nel corso dell'inchiesta ha infatti sottolineato come i tre in concorso tra loro, insieme ad altre persone non identificate, hanno compiuto: «manifestazioni usuali del disciolto partito fascista, alzando il braccio destro a scandendo diversi frasi».  E perciò gli esponenti di Militia sono finiti a processo per la violazione dell'articolo 5 della Legge Scelba (645 del 1952). L'udienza di martedì, davanti al giudice Maria Assunta Fosso, è stata rinviata a maggio 2020.