Ha avuto un esito positivo quanto avvenuto pochi minuti fa ad Anzio, ma per fortuna tutto pare essersi concluso per il meglio.

Stiamo parlando dell'emergenza registrata nei pressi della zona di Rivazzurra, nelle acque del mare attigue allo stabilimento balneare di zona: un gruppo formato da diversi ragazzi, inizialmente 5 o 6, poi cresciuto per via di persone in difficoltà durante i momenti concitati dei soccorsi da terra, non riusciva più a tornare a riva a causa di un repentino cambio di vento, "girato" a Maestrale con tanto di onde più alte e correnti cambiate nel giro di qualche secondo.

A quel punto, è scattata la chiamata alla Guardia costiera, mentre in zona gli assistenti bagnanti del vicino stabilimento si davano da fare insieme a tanti bagnanti, pronti a formare una vera e propria catena umana per salvare i giovani e tutte le altre persone in difficoltà. Tra l'altro, spogliandosi di tutti i vestiti e gettandosi in acqua, i primi a intervenire sono stati alcuni poliziotti del commissariato di Anzio, insieme a un finanziere libero dal servizio.

Imponente la mobilitazione dei soccorsi da parte dell'Ufficio circondariale marittimo di Anzio - coordinato dal comandante Enrica Naddeo -, ai cui militari si sono aggiunti i mezzi aerei, ma anche quelli di altre forze dell'ordine: non mancavano polizia, carabinieri, Guardia di finanza, polizia locale.

Sul posto sono arrivati anche gli operatori del 118, i vigili del fuoco e un soccorso con la moto d'acqua arrivato da Lavinio.

La situazione, adesso, è tornata alla normalità: da sottolineare come la macchina dei soccorsi abbia funzionato alla perfezione, dando prova di grande preparazione sia nel coordinamento dell'operazione a parte della Guardia costiera che della collaborazione prestata da tutte le forze dell'ordine e di polizia del territorio.