Quelle opere sono abusive e quindi da demolire. Questo quanto sostenuto dal Comune di San Felice Circeo rispetto all'immobile di un'attività turistico-ricettiva, ma commettendo un vero e proprio scivolone, poiché il manufatto contestato risale almeno al 1970 ed è dotato di apposita licenza di costruzione. Motivo che ha portato i giudici del Tar ad annullare l'ordinanza emessa dall'ufficio tecnico e ora all'Ente non resta che pagare le spese di lite (oltre duemila euro) per questo pasticcio.
L'atto amministrativo porta la data del 9 marzo 2018. È allora che il responsabile dell'ufficio tecnico, richiamando un'informativa della polizia locale del 2013, emette l'ordine di demolizione rispetto a un vano tecnico e a un "torrino" di 14 metri quadrati. Il privato, dopo la notifica, si rivolge ai giudici del Tar e ottiene in primo luogo la sospensiva. Poi, qualche giorno fa, la sentenza di merito favorevole.
Nel giudizio, il titolare dell'attività ha dimostrato che il "torrino" esiste già nella licenza di costruzione del 1966 e compare in una foto aerea del maggio 1970 nonché nella certificazione di fine lavori rilasciata dal sindaco nel marzo del ‘71. Il vano caldaia, invece, non è computabile nella volumetria. Il Comune di San Felice, invece, non si è proprio costituito in giudizio e «non ha confutato la ricostruzione fattuale del ricorrente». Ricostruzione, quest'ultima, ritenuta meritevole di accoglimento dai giudici amministrativi.
Il torrino – motiva il Tar - «è presente negli elaborati progettuali di cui alla licenza di costruzione del 1966 ed è stato sempre presente sin dal momento della realizzazione della soprelevazione, come dimostra la foto aerea del 1970 eseguita dall'Istituto Geografico Militare». Per quanto riguarda l'altro vano tecnico per il quale l'ufficio aveva ingiunto la demolizione, parliamo di un manufatto che ha dimensione minima ed è destinato ad ospitare una caldaia. Perciò costituisce un volume tecnico e rientra nella nozione urbanistica di "pertinenza", rispetto alla quale non è comminabile la sanzione della demolizione.
Il ricorso è stato pertanto accolto con conseguente annullamento di tutti gli atti che erano stati impugnati e il Comune di San Felice Circeo, invece, per questo scivolone è stato chiamato a pagare duemila euro di spese di lite.