La presenza della scuola di via Cipriani, ad Anzio, blocca la costruzione dell'impianto di trattamento dei rifiuti - con produzione di biometano - che avrebbe dovuto vedere la luce in via De Curtis, a Padiglione, a poche centinaia di metri di distanza dall'altro simile impianto in corso di costruzione lungo via della Spadellata.

È questo quanto emerge da una recente determina della Regione Lazio, attraverso la quale viene messa nero su bianco la pronuncia negativa sulla Valutazione di impatto ambientale per il progetto volto alla realizzazione e gestione di un impianto di recupero di rifiuti non pericolosi con produzione di biometano.

A dare uno "stop" all'iter volto alla realizzazione dell'impianto è stata - come accennato in apertura - la presenza della scuola della Sacida: negli atti della Regione, infatti, viene esplicitamente indicato come fattore escludente proprio quel plesso che ospita ogni giorno centinaia di bambini.

«Per quanto concerne l'inquadramento del progetto nel Piano regionale dei rifiuti - si legge nelle carte -, la nuova proposta progettuale non risulta conforme con il vigente Piano e in particolare per i fattori escludenti del Piano rifiuti regionale per quanto attiene alla localizzazione dell'impianto. Da istruttoria effettuata è risultata la presenza della scuola dell'Infanzia e Primaria "Spalviera" situata in via Amilcare Cipriani, a circa 300 metri (320 per la precisione, ndr). La presenza della scuola non rilevata nella relazione di Via del richiedente, ma rilevata nelle osservazioni da parte di cittadini e peraltro già conosciuta dall'Area Rifiuti e Bonifiche per parere espresso sulla medesima area - prosegue ancora il documento -, non rende compatibile l'ubicazione di tale impianto di gestione di rifiuti organici ai sensi del vigente Piano dei rifiuti».
Dal canto suo, anche la Città Metropolitana di Roma Capitale, il 16 maggio scorso, ha inviato un proprio parere alla Regione, specificando che «la presenza di un edificio sensibile a distanza inferiore ai 1.000 metri comporta che l'area in oggetto rientri nella casistica di area interessata da fattori escludenti».

Lo stesso Comune di Anzio, nei mesi passati, aveva espresso un "no" alla realizzazione dell'impianto di trattamento dei rifiuti, spiegando anche che «il Regolamento di igiene e sanità del Comune, secondo le modifiche del febbraio 2017, non consente la realizzazione di impianti di trattamento di rifiuti entro il limite di 1.000 metri da centri abitati, scuole, fabbriche alimentari e centri commerciali».

E l'altro pomeriggio, a tal proposito, sono arrivate le dichiarazioni del vice sindaco e assessore all'Ambiente, Danilo Fontana: «Esprimiamo tutta la nostra soddisfazione per il pronunciamento negativo della Regione Lazio rispetto alla realizzazione dell'impianto per il recupero dei rifiuti a Padiglione. È la vittoria della città, del Consiglio comunale di ieri e di oggi e di tutti i comitati che, con determinazione, si sono opposti alla realizzazione di un altro impianto a Padiglione».